Colon irritabile e dieta

colon irritabile+Parliamo di colite quando si manifesta un dolore al basso ventre, specie se accompagnato da diarrea, rettorragia( perdita di sangue dal retto), o tenesmo (spasmo doloroso all’ano) La colite nervosa è un disturbo molto frequente: colpisce il 15-20 per cento della popolazione e rappresenta da sola il 50 per cento di tutte le malattie che interessano lo stomaco e l’intestino. Le donne soffrono in misura doppia rispetto agli uomini, soprattutto nella fascia d’età dai 20 ai 40 anni.

I sintomi della colite spastica si manifestano innanzitutto periodicamente con un andamento variabile in base anche alle stagioni. Altri sintomi meno evidenti possono essere:

  • gonfiore addominali dopo i pasti
  • crampi addominali
  • muco eccessivo a livello intestinale
  • dispepsia (meteorismo con addome teso e gonfio, nausea)
  • altri problemi digestivi che si manifestano soprattutto a pranzo, associati spesso ad acidità di stomaco, difficoltà di digestione, digestione lenta.

Ci sono 2 forme di colite:

  • Acuta: la causa è infettiva. Colpisce spesso bambini o chi viaggia in luoghi esotici e spesso può essere correlata a stress. Può avere quindi una componente psicosomatica. Dura di media 2-3 settimane
  • Cronica: è spesso collegata a malattie infiammatorie croniche quali morbo di Chron e Rettocolite ulcerosa.

In seguito ad attacchi di colite è utile modificare il proprio stile di vita, prendendo in considerazione l’alimentazione e l’attività fisica. Innanzitutto bisogna fare una dieta a eliminazione per rivelare una eventuale intolleranza al lattosio o al glutine e in secondo luogo è necessario escludere le infezioni intestinali con una copro coltura.

Sono assolutamente da evitare alimenti quali:

  • Grassi e condimenti pesanti: Una piccola quantità di buon olio di oliva o di semi è indicata per chi soffre di colite. Abbondare con i grassi non è invece indicato. Sono soprattutto i grassi cotti ad essere pesanti e irritanti. La maggior parte delle salse e dei sughi sono altrettanto difficili da digerire. I più innocui sono quelli a base di pomodoro, sempre che non siano piccanti.
  • Attenzione al latte che è uno degli alimenti più a rischio per chi soffre di colite: ilatticini freschi e lo yogurt invece, rispetto al latte sono meno pericolosi, perché il lattosio non è presente in gran quantità nei suoi derivati. Anzi, lo yogurt e i vari tipi di latte fermentato, in molti casi aiutano a riequilibrare la flora intestinale.
  • cibi integrali o ricche di fibre: Le fibre in caso di sindrome del colon irritabile vanno utilizzate con attenzione: devono essere presenti nella dieta perché permettono una buona peristalsi intestinale e agiscono come spazzini, ma non devono essere in eccesso perché possono irritare l’intestino e peggiorare i sintomi. Se la dieta è troppo ricca di fibre, riducile. Se è troppo povera, introducile nella tua alimentazione quotidiana. Fallo però a poco a poco: troppa fibra, assunta troppo in fretta, può causare gas.
  • Sono da evitare del tutto i vegetali che provocano fermentazioni intestinali come cavoli, scorzonera, topinambur e certe varietà di rape.
  • Spezie: Il pepe ha un effetto irritante sulla mucosa intestinale. E’ meglio non esagerare anche con il peperoncino. E’ invece molto indicato lo zenzero.
  • caffè, tè e bibite gassate: Le bibite dolci gassate, tendono a far gonfiare stomaco e intestino. Lo stesso avviene notoriamente con la birra. Il vino, specie se rosso e in piccole quantità, è quello meglio tollerato.

La terapia farmacologica si basa su antispastici per rilassare la muscolatura dell’apparato gastrointestinale e alleviare i crampi. In caso di diarrea si possono usare nella fase acuta degli antidiarroici, ricordando che è sempre bene reintegrare i liquidi persi, bevendo molta acqua magari con l’aggiunta di Sali. È inoltre fondamentale re-equilibrare la flora batterica intestinale con l’utilizzo di probiotici e fermenti lattici.

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